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Cambia-menti è un blog. Un insieme di fogli bianchi

Il teatro come spazio di rinascita nella comunità terapeutica "Eden" del Delfino

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"Cosa meravigliosa il laboratorio teatrale! Ancora mi emoziono al pensiero di quelle ore di quei giorni passati a creare, a improvvisare, a scoprire me stesso e gli altri. La magia del teatro la libertà di essere, la gioia di condividere. Grazie a tutti i compagni di avventura e alla nostra fantastica insegnante, per averci regalato un'esperienza indimenticabile" , afferma felice Oreste. La collaborazione tra il centro di solidarietà il delfino, le associazioni dei Cub Alcologicii territoriali e la Q-art, teatro e non solo, ha portato alla realizzazione di un laboratorio teatrale   della durata di nove mesi e alla  successiva messa in scena di uno spettacolo teatrale “Quella di fuori” per la regia di Ada Di Leone, frutto del materiale  emerso  nel corso dei laboratori.  C’è un momento, durante lo spettacolo, in cui il confine tra realtà e rappresentazione si assottiglia fino quasi a scomparire. Gli attori non interpretano soltanto u...

"Ero costretta ad affrontare la realtà: mio figlio era un tossico"

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"Ero costretta ad affrontare la realtà: mio figlio era un tossico. Era incomprensibile. Dovevo accettarlo, ma come fa una madre ad accettare di perdere il figlio?" Jeff aveva improvvisamente cambiato amici, perso l’interesse per lo sport e per altre attività che prima gli stavano a cuore. Iniziava a rimanere fuori casa sempre più tardi la sera, o addirittura tutta la notte, con la nuova "comitiva di amici". Era cambiato il suo modo di vestire: trasandato, lontano dalle sue abitudini. Libby, educatrice di professione e genitore premuroso, racconta il suo atroce dolore, quello di una madre che vede il suo brillante Jeff trasformarsi nell'immagine sbiadita di ciò che era. Inizialmente, la droga è solo una bravata da ragazzini, ma presto prende il sopravvento e mostra il suo volto più feroce: la dipendenza, la schiavitù. Il tunnel da attraversare e dal quale uscire vivi. La donna non si perde d'animo: rivuole il suo Jeff. In un intenso percors...

Il Gran Premio della vita

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  Darix incontra il Centro di solidarietà Il Delfino perché, come ogni buon pilota che si rispetti, ha avuto necessità di un pit stop presso una delle sue strutture residenziali, nel corso del Gran Premio chiamato vita.  La sua dipendenza all’alcol, negli ultimi anni dopo la pandemia è stata legata ad alcuni momenti di grande sofferenza, alcune perdite lo hanno destabilizzato, ma è un uomo che vuole ricominciare da se stesso ripartendo al più presto con il lavoro.   Darix nasce da una famiglia circense, che da 4 generazioni porta avanti la tradizione che li ha contraddistinti nel tempo, il “Circo De Angelis” uno dei più famosi in Calabria. Cresce con i racconti delle avventure del papà, del nonno e del bis-nonno, famosi circensi in giro per l’Europa. Durante i loro tour frequenta diverse scuole, impara 4 lingue e nei suoi viaggi ricorda ancora le lunghe carovane, gli odori e i sapori dei luoghi che visitava. “Io deve vedere, io devo scoprire i posti che visito”...

Siamo circondati da vampiri emozionali. Chi sono e come riconoscerli

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Chi non ha mai incontrato un vampiro emozionale ? Ma cosa sono in realtà? I vampiri emozionali sono persone cariche di negatività, che si alimentano della nostra energia e buon umore. Solitamente sono cordiali, gentili, affascinanti e molto carismatici. Ma qualcosa a un certo punto non va. Perché la loro autostima è alimentata dalla capacità di manipolare e svalutare gli altri. La maggior parte di queste persone si trascina dietro un egoismo molto simile a quello dei bambini (capricci e insoddisfazione, volere tutto e subito), per cui i loro bisogni diventano l’unica cosa importante. Non valorizzano lo sforzo né l’appoggio e l’affetto altrui, non ammettono i loro limiti né i loro errori. Egoisti, sì. Di solito utilizzano le informazioni che raccolgono su di noi per intralciare i nostri progetti, le nostre idee. Non rispettano nessuna regola e all’inizio potrebbero comportarsi come dei colleghi ideali e grandi lavoratori, finché i nostri bisogni non co...

Gli "hikikomori": isolati e esiliati dal mondo

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di Salvatore Monaco Scrivo questo articolo sulle nuove forme di dipendenza, più con la preoccupazione di un genitore che con fare da esperto. Osservo molti dei comportamenti dei miei due figli adolescenti e cerco di capire, di entrare nel loro modo di pensare, di vedere il mondo oggi, magari come lo vedevamo noi quasi cinquantenni, circa 35 anni fa, magari con le stesse dinamiche di oggi, solo con  diversi  tempi e nuove  tecnologie. Vorrei porre all’attenzione dei gentili lettori, un fenomeno che sta letteralmente caratterizzando la nostra epoca, ossia quello del cosiddetto “hikikomori”, che nella meravigliosa lingua giapponese, significa appunto, “isolarsi, stare in disparte”.  Questo termine viene oggi menzionato da molti studi poiché rappresenta un triste fenomeno, ovvero quello del ritiro dei nostri adolescenti, ma anche tardo/adolescenti, dalla vita reale, confinati sempre più tra le quattro pareti della propria stanzetta, alle prese con vari agge...

Stelle

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  di Antonio DeSimone Cadendo una stella sfiora il cielo, ma immense ed infinite son quelle, che fra le più belle,  orientano navi,  depongono regni, qual sovrane sian quelle, che in pieno tormento, invadono i cuori, devastano i segni, si riuniscono degne, nelle pose di un tempo, fiutano gli attimi, per segnarne un senso.

Tutte le cose che ho provato leggendo il libro di Katya Maugeri

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  di Salvatore Monaco Il libro della giornalista e grande  amica del Delfino Katya Maugeri , dall'emblematico titolo: ''Tutte le cose che ho perso'' edito dalla Villaggio Maori Edizioni, ha a mio avviso, il grande potere di aprire delle ''celle'' e di fare entrare il lettore all'interno di esse e vivere una sorta di esperienza multisensoriale, in cui gli occhi continuano a leggere avidi di conoscenza  sulle pagine intrise di sudore di questa rovente estate, ma la mente viene risucchiata in una sorta di metaverso e affronta pian piano, tutte le varie sfaccettature emotive, sapientemente narrate, delle protagoniste di questo prezioso contributo.  La Maugeri riesce a dare una sorta di 3D alle storie fatte di errori, rimpianti, disperazione ma nello stesso tempo anche di capacita di ritrovare il "qui e ora", di sentire finalmente qualcosa, il dolore, dopo anni e anni di anestetizzazione emotiva, voglia di rivalsa verso un mondo che non pe...