di Marco Tornelli Inizio col dire grazie. Grazie a chi ha creduto in me, grazie a chi ha fatto di tutto per farmi capire che veramente potevo cambiare. E un grazie anche a chi mi ha dimostrato le cose sbagliate. Al Delfino ho scoperto tante cose di me che neanche io sapevo: ho scoperto che la vita non è caratterizzata dai soldi, non è il rispetto che ti portano certe persone, se questo rispetto lo guadagni con cattive azioni. Ho scoperto di amare persone e di odiarne altre, ho scoperto che amo prendermi cura delle persone a me care. Ho sbagliato molto nella mia vita forse troppo per l'età che ho, mi sono trovato in comunità con una dipendenza e un’astinenza atroce lontano da chi amavo, tipo mio fratello. Un rapporto strano e molto astratto, posso dire che sono fiero di mio fratello perchè alla fine, nonostante le mille difficoltà che la vita gli ha messo davanti, ha reagito e non ha fatto i miei stessi errori. Proprio per questo voglio fargli i miei complimenti. Mio fratello,...
Ci sono silenzi che pesano più di qualsiasi parola. Sono i silenzi di chi torna a casa con il cuore pieno di paura, di chi evita uno sguardo, di chi promette che sarà l’ultima volta. Il gioco d’azzardo patologico non inizia con una puntata: inizia con una crepa invisibile, con una fragilità che cerca una via di fuga. E quando ci si accorge di essere caduti nel vortice, spesso sembra troppo tardi per chiedere aiuto. Eppure, è proprio nel momento più buio che può nascere il coraggio di rialzarsi. La storia che segue è quella di un uomo che ha trovato la forza di fermarsi e chiedere aiuto. La sua voce racconta la fatica, le cadute, la vergogna e la rinascita. Ma dietro ogni percorso di recupero c’è anche un lavoro silenzioso, quotidiano e multidisciplinare: quello di professionisti che accolgono, ascoltano e accompagnano. Dopo la sua testimonianza, è la psicologa Fabiola Lucente a raccontare cosa significa entrare nel mondo del Gioco d’Azzardo Patologico e camminare...
di Katya Maugeri Lui è un instancabile sognatore, innamorato di tutte le forme di arte. È un musicista all’eterna ricerca di emozioni, Danilo Guido dopo essersi dedicato allo studio del sassofono classico scopre il meraviglioso mondo del jazz. Nel suo disco d’esordio THE BREATH OF SOUL crea un percorso aperto ma anche intimo e rarefatto in cui il gesto sonoro si materializza dal nulla e lavora sull’animo. Dai dischi dei più grandi autori coglie l’essenza dell’improvvisazione per poi trasferirla nel suo suono. Suono fortemente contaminato da una radice mediterranea che riaffiora diventandone caratterizzante. Nel suo album, sono sette i brani registrati in presa diretta: da ascoltare in una condizione meditativa dove la musica viene portata all’essenziale lasciando all’ascoltatore la possibilità di creare mondi paralleli. Un album ricco di passione, tue esecuzioni che raccontano quanto sia importante credere ai propri sogni... Produrre un album con composizioni origin...
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