di Marco T. Circostanze felici, attimi sorridenti, sogni che si avverano, desideri che vengono esauditi. Le voci, le vostre voci, suono unico diverso da tutti. Cambiano i momenti, cambiano le città, si cambia vita. È bello credere alla bellezza della vita, al momento nascosta ai nostri occhi, difficile cambiare per chi come noi ha agito contro ciò che desideravamo. Ma tutto è possibile: si può cambiare perché la forza del bene aiuta ad irrigidirsi contro la nostra vecchia vita, si riparte da zero, ripartiamo da capo insieme, insieme possiamo tutto. Sorrido pensando a voi, sorrido pensando voi e me. In un attimo ritrovi i desideri e i sogni che sempre ci hanno accompagnati sin da piccoli. Una famiglia felice, è bello crederci.
di Salvatore Tridico Spesso mi fermo a guardare il tramonto, il cielo che inizia ad oscurarsi, le luci della città in lontananza che sembra un presepe, quell'aria particolare che quando la respiro mi trasmette una sensazione di desiderio, di sogni da voler realizzare, la musica con le cuffie che fa anche la sua parte. Mi fermo a godere questo momento. Il qui è ora. Una frase molto spesso presa superficialmente ma che ora inizio a capirne l'importanza, soprattutto al giorno d'oggi. È amaro dirlo ma per come va il mondo, soprattutto oggi, non sento di far progetti a lungo termine, semmai pormi obiettivi a breve termine per raggiungere eventualmente uno a lungo termine. Fare il cosiddetto passo per come si ha la gamba, magari seminare ma senza avere aspettative troppo alte del raccolto. Essere ambizioso è un pregio ma bisogna anche considerare quello che si può fare con i propri mezzi per evitare fallimenti che potrebbero scoraggiare o peggio ancora. Sembra un gioco di p...
Questo post è apparso per la prima volta su HuffPost Usa. Traduzione a cura di Milena Sanfilippo. Quando avevo nove anni, mia madre mi mandava tutti i giorni a prendere latte, pane, sigarette e una "bustina" – una lista della spesa che immaginavo fosse comune anche a tutti gli altri bambini del vicinato. Se lo spacciatore non era disponibile, non mi era permesso tornare a casa senza l'erba, e Dio ce ne scampi se tornavo a casa con le cartine sbagliate! Ripensandoci, non sapevo che mia madre mi stava facendo del male. E fino alle scuole medie non mi resi conto che, praticamente, stavo trasportando droga. Mia madre, Helen, era una donna talentuosa e dotata di estro artistico (un tratto che le mie figlie hanno ereditato, fortunatamente). Finiva sempre tutti i miei progetti scolastici dopo che io ero andata a dormire e, al risveglio, c'era un capolavoro ad aspettarmi. Era divertente, estremamente creativa e meravigliosa... da sobria. Ma era una tossicod...
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